Labor omnia vincit!

Birra gelata e panini, l’altra sera mi preparavo ad assistere alla finale degli europei di calcio: scontro epocale tra giacobini impenitenti e navigatori irriverenti (Francia vs Portogallo), i “Savoia” sono fuori da tempo.

Guardo l’orologio a cu-cu, arcaico retaggio lucano ereditato dal nonno: “è presto” penso, “mi guardo un TG”, quindi premo il tasto corrispondente del telecomando: URKA!

Notiziona, la Procura della Repubblica ha definitivamente posto sotto sequestro le Fonderie Pisano di Salerno (fonte a campione IL MATTINO, http://goo.gl/VtVnF5 , CORRIERE DEL MEZZOGIORNO http://goo.gl/2o7GYT, salernonotizie.it, http://goo.gl/Tgk82l) N.B.: per chi lo ignorasse Fonderie Pisano è un noto sito industriale che impegna 150 persone che di conseguenza rimangono senza lavoro. (http://www.fonderiepisano.it/).

A difendere e rappresentare le loro giuste (e terrene) rivendicazioni scorgo un volto a me noto; è il mio amico d’infanzia Anselmo Botte (fonte sito CGIL salerno – http://goo.gl/VtVnF5), scrittore, saggista e anche sindacalista della CGIL di Salerno.

Incalzato dal giornalista scorgo il suo non dissimulato imbarazzo per le domande dell’intervistatore, che chiede il perché un sito cosi inquinante si trovi ubicato all’interno di un quartiere molto popoloso. Il buon Anselmo, con ritrovato vigore, risponde che il sito è antecedente alle case e che forse qualche sprovveduto (o avveduto, si fa per dire naturalmente) amministratore ha concesso l’inserimento di edilizia residenziale.

Non sarà mica che ci troviamo di fronte ad un nuovo caso ILVA?.

Un suo collega, rappresentante della potente FIOM, chiede a nome delle maestranze “chiarezza sul loro destino” e delle loro famiglie; lo confesso, per un istante ho temuto che invocasse giustizia perché, si sa, hanno “un mutuo da pagare” (cfr. mio articolo in merito – https://goo.gl/b2ddv2 ), questione che spesso si sente evocare spesso in queste occasioni, vera testimonianza del cambiamento dei tempi, all’epoca del grande Pasolini si faceva appello alle bocche da sfamare, ma tant’è!

Quindi, ghiacciato come un iceberg, vengo richiamato all’ordine dallo squillo del telefono, rispondo (è il mio amico Tesini) “Tesini, farabutto!…, si ho appena finito di vedere, soprattutto sentire,…” …

… e già è emerso che la Fonderia è priva di autorizzazione in quanto quella esistente, è illegittima e inefficace.

Con un quadro del genere c’è forse qualcuno che si preoccupa dalla salute dei cittadini che hanno sollecitato l’azione della Procura? (domandona metafisica che scatena la mia interiorità, no, la birra questa volta non centra).

ALT!

Poniamo ora agli interlocutori di riferimento, che in questa occasione non sono i proprietari (i padroni di togliattiana memoria), tutti i quesiti riferibili al caso ovvero ai sindacati assurti, come da tradizione, a difensori ad oltranza, di questo ennesimo, possibile danno ambientale e sociale:

1) esiste polizza RC dell’impresa, e se si , qual’è il massimale a copertura di questo eventuale rischio per i terzi (cittadini)?

2) esiste uno studio epidemiologico nella zona, e se si quanti sinistri sono stati aperti?

3) qual’è il nome della compagnia (o gruppo) che ha stipulato tale polizza, e, soprattutto, quale è il relativo costo/premio?

Le mie riflessioni di poco sopra sono le riflessioni fatte in qualità di operatore nel e del settore, operatore che, tra le altre cose, ha avuto modo in passato di assicurare un sito chimico vicino a Terni, ex proprietà ENIMONT: mi rendo conto che difficilmente le mie domande troveranno risposta, rimanendo, quello ambientale, un rischio dal quale le compagnie si tengono ben alla larga: nel mio caso passato invece, guarda un pò, io potetti (forma arcaica ma voglio fare sfoggio di cultura) assicurare tale rischio grazie ad INA ASSITALIA, che all’epoca fungeva da collettore per i grandi rischi.

Comunque sia io oggi una proposta ce l’avrei: perché non usare una auto assicurazione?, ovvero: se il costo della polizza è proibitivo, si può autoassicurarsi accantonando una opportuna e certa somma, da calcolarsi in rapporto ai sinistri aperti, o quelli eventuali da risarcire. Nel frattempo coinvolgere il più grande fondo pensione d’Italia, e cioè il COMETA: fondo pensione dei metalmeccanici, che per capitalizzazione avrebbe le risorse necessarie per mettere in sicurezza il sito, investendo i risparmi dei lavoratori (TFR), e dare inizio a quello che io considero un esperimento virtuoso, che potrebbe dare il là ad un vero processo evolutivo che generi il rilancio dell’industria, poi quello culturale e del patrimonio artistico, e per ultimo, accogliendo l’appello del governo, per sanare le banche, con la garanzia temporale tipica dei fondi pensione. Questa mia ultima non vuole essere un’invocazione ma una vera chiamata in correità!

Come diceva un vecchio messaggio di marketing della CGIL: “con il contributo di molti, sicurezza e diritti per tutti”, io aggiungerei “la difesa del lavoro inizia dall’impresa”.

Meditate gente, meditate, con uno sforzo sufficiente si può ottenere qualsiasi risultato!!

LABOR OMNIA VINCIT!

Francesco Belluscio

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