I nuovi DOMINUS: il filo della Paura (seconda parte).

Chi si muove all’ombra del Cremlino ed a Ovest di Paperino?

Quale tipo di strategia commerciale e speculativa muove questa Organizzazione, così potente da pianificare controllo politico amministrativo e non creare dispersione di capitali tali da mantenere ad ogni costo il territorio? Non bastano denunce, non bastano segni evidenti di nepotismo (vedesi Barbato-Milano) e neanche rinvii a giudizio (vedesi  Rozzano); il sistema tiene, anzi serra le fila con sporadici aiuti di cosiddette  Liste civiche che altro non sono che piccoli raggruppamenti o “di utili idioti” o di camarille  paesanotte. L’interrogativo rimane il contrapporsi adeguatamente con un altro modello a questo asimmetrico sviluppo; Grande firme in centro e grandi distribuzioni (GDO) in periferia. Abbiamo individuato il nastro trasportatore politico Sala (Paperino) e Bussolati (Cremlino) garanti, ma rimane da svelare i fautori e complici del resto dell’Organizzazione, che mira ad isolare attraverso il “disboscamento“ abitativo privato  il centro storico cittadino per  farne terra di speculazione immobiliare  per grandi marchi e uffici di grandi Compagnie o Gruppi. Respingendo l’ulteriore massa critica (definizione marxista-leninista) in deprimenti periferie collassate urbanisticamente ma potenzialmente in grado di soddisfare il bisogno compulsivo di spesa derivato dalla frustrazione urbana e circostante. Allora ecco  la giuntura ideale delle prime (gruppi finanziari) con le seconde (grandi distribuzioni)  che  desertificano i centri cittadini per mutuare goffamente e pericolosamente  il tutto all’interno di questi “immorali“ Centri commerciali vere icone della perduta cultura italiana e testimone  del perduto buon gusto casereccio nostrano. Il tutto, udite udite, con  la cinghia di trasmissione  dei risparmi assicurativi dei consumatori che attraverso Polizze Vita, fondi pensione, Tfr,  alimenta i Fondi pensionistici che dovrebbero allietare il futuro  in cambio o in compenso avvelenano il Presente. Investimenti  che vengono  canalizzati per la speculazione in fondi immobiliari mentre  i Fondi pensione  di categoria, (vedesi Enasarco) fanno finanza speculativa nelle stesse mani dei complici attivi descritti qui sopra. Una allegoria o nemesi  dell’antico e probo risparmiatore che si rifocillava nel procurarsi subitaneamente  decoro e dignità e poi con  la sopraggiunta tranquillità si principiava di  diventare  proprietario di un buon tetto come recita l’art. 47 della Costituzione: “La Repubblica  facilita e incoraggia la proprietà abitativa” ecc, ecc… Niente di tutto questo per questa ultima e futura generazione, bisogna soddisfare le brame  della famelica distribuzione che non lega  il proprio bussines (affari) alla vendita vera e propria ma nasconde nel ventre vorace  le finanziarie o le carte dopanti per far in modo di far ritornare in centro città le risorse anzitempo investite  e dove dimorano in  spettrali palazzi Banche e Usurai di stato o di parastato.

L’effetto devastante  arriva non solo nelle nostre desolate periferie a cui si è sempre promesso un rilancio, non cazzeggiando manifestazioni pseudo culturali appoggiate a qualche locale associazione amica, ma arrivano e si ripercuotono fino alle propaggine dello stivale italiano dove fior di imprenditori agricoli sono vessati e schiavizzati per l’ultimo prezzo, che per  ultimo è sempre per gli indifesi  e primi investitori, ovvero gli agricoltori (sic). Il quadro sismico è da “concertazione  mafiotica” che deflagrando anche  e subitaneamente nel circondario e prima cintura della città, in quel tessuto agroalimentare  di supporto alle grandi catene (omen nomen) i cui ritmi produttivi sono  scanditi da contratti capestro e che spesso  producono effetti devastanti sulle occupazioni temporanee o delle  scellerate cooperative composte da nuovi schiavi dirette da integerrimi commercialisti che poi spesso lasciano in braga di tela gli stessi imprenditori a cui viene proposto il surrettizio aiuto di mano d’opera.  Ecco il quadro completo con l’aggiunta delle commesse o commessi tutti  PARTIME  con contratti da 30 ore che poi esplodono a 60/70 e che non vedono mai soddisfare il contratto in full time per pianificare una serena vita come i loro genitori di quella famosa generazione in sicurezza grazie al “ Patto sociale” con lungimiranti imprenditori.

Chi sono costoro  che  hanno  sostituito  i padri della Rinascita italiana, basata sul lavoro e sulle professioni, e non sulle  mafiotiche cooperative di  consorzi politici ed economici contando sulla complicità, più o meno  passiva ,di fantomatiche associazioni di categoria  come La Confcommercio o altre che dovrebbero fare argine a questa marea putrefatta che divora e fagocita tutto, Vita, risparmi, e speranza  dando in cambio Paura e terrorismo  sociale attraverso gli  stramaledetti studi di recupero credito, in cui chi fa un giuramento (avvocato) poi diventa strumento di stolta tortura solo perché, com’ è costume qui a Milano, bisogna guadagnare per pagarsi le spese di alloggio o di ufficio (sic!).

L’ Umanesimo cristiano che tanta parte ha avuto nello sviluppo della ragione e di conseguenza dell’epoca dei  Lumi forse è stato dissolto da queste litanie politiche di chi mai ha avuto il senso della ragione ma solo sviluppo letargico di ideologie e dogmi, in un assolo di delirio autistico si rimira il Paperino (di turno) del danno procurato o dell’effimero risultato ottenuto facendo bella mostra in qualche fotografia con camicie bianche e candide per mostrare a sconcertati  gruppuscoli di fotografi la propria visione manageriale… ditemi  voi se questi sono uomini!

L’inno alla Gioia  (Shopenauer) la Città del Sole (T. Campanella) e  grandi industriali come Enrico Mattei che ebbero visione del ” Modello di vita” da propagandare  giacciono umiliati nella nostra memoria e basterebbe avvicinarsi a quella che era una  periferia modello, San Donato villaggio Snam per capire chi erano  o sono i Padri  costituenti, e chi invece, soubrette da circo e  da studios, o manager  della tristezza incorporata e coltivata con infimi broker d’ assalto.

Per chi si riconoscesse in questo mio scritto avverto che è puramente voluto e non occasionale la somiglianza e descrizione di certi detti personaggi. Grazie.

Francesco Belluscio

Libero cittadino in libero territorio

David Flüsser: “Se la feroce religione del denaro divora il futuro” cit. La Repubblica 16 feb 2012

 

3 commenti

  • Andrea

    Il vostro articolo mi ha emozionato autenticamente sentito, colto, applaudito. Lei è un grande analista e comunicatore. Questo articolo, che completa il precendente più improntato ad un’analisi collettiva, dà qui netta la cifra nichilistica pervasiva cancrenosa della nostra epoca. Bello e sapiente anche il passaggio precedente sull’utopia e la mancanza di ideali a favore di un dilagante qualunquismo e inerzia sociale e culturale, la caduta degli dei e della poesia, l’evaporazione della paternità (sociale e ancora culturale). Implicito e tenuto laicamente tale il riferimento alla morte di Dio. E’ stato bello leggere vostro articolo ed essere scossi dalla sua forza. Cordialmente

  • Monique

    Si droga la comunità con gli eventifici, con l’apertura di strutture tale da inghiottire il negozio tradizionale. Non importa la qualità sia del servizio che della merce venduta, stipendi da fame e orari che difficilmente permettono il “ri-congiungimento familiare” , in contraparte questi luoghi di consumismo diventano luogo di aggregazione perché, come lei ha già scritto, non c’è necessità di pensare, imaginare come passare il poco tempo libero in famiglia, basta parcheggiare i propri figli e mangiare per frustrazione o ozio. Ingorgono, con la complicità dei sindaci, intera città con supermarket così l’asfissia è sia di natura ambientalista che economica, rimane sempre lo stesso vincintore…la speculazione finanziaria!

    • francesco belluscio

      Lo stesso parallelo di quando si surroga il commercio o l’industria attraverso cicliche rottamazioni che altro non fanno che scatenare e aumentare l’azione compulsiva dell’acquirente nella logica” niente ci appartiene,e …tutto si ricompra! Qui lo scritto si spinge anche ad identificare gli autori che si servono di false e antiche ideologie per portare la perdita d’innocenza in una vera sagra del polpettone domenicale. Vedere migliaia di frustati incanalati in questi orrendi centri commerciali che s’ingozzano di cibo con lo sguardo inebetito per l’anonimato e banalizzazione del luogo in cui adorano queste finte repliche di piazze e di via. Chi sono i sacerdoti di queste messe domenicali che impoveriscono i luoghi e che non danno mai il” Benvenuto ai luoghi” (Confcommercio) library….

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