Prestito, millantato come credito e in-dipendenza! “Furor di Popolo” di F. Belluscio

Piovono denari  su tutti, sempre la stessa  storia, di chi è all’asciutto sull’isola (o nave) e, chi invece lancia la cima a quelli che affogano. Ma saranno cosi altruisti da far capire ai naufraghi che -possono diventare affogati-  che quel malloppone che lanciano (Decreto) non ricadrà sulle teste dei potenziali affogati ? Si è mai visto un burocrate che scrive  in semplicità ? Boiardi che si esprimono in simil politichese, che fa sponda  per  “legulei e cicisbei” con l’intento di mettere al riparo tutti gli intermediari  istituzionali che debbano rintuzzare la richiesta d’aiuto ? Assistiamo a promesse roboanti, “potenza di fuoco” svolta epocale, piani futuri basati su  decreti-ni annunciati da coloro che sono all’asciutto sull’isoletta (sic).

Money money stile “Cabaret” con dindini che suonano all’orecchio e, che non cascano mai nelle saccocce  dei futuri beneficiati. Verrebbe voglia di alzarsi e intonare “il domani mi appartiene” ma senza divisa  e  con il solo modo  di strappare a costoro l’aurea melliflua dei Decreti-ni con nomi da  cura per le calvizie: Cresci Italia, Salva Italia, Rilancio Italia, manca  solo: senza forfora Italiani!

Una lunga e interminabile “quarantena” peggio  della stessa pandemia, una litania per soli virtuosi “in sicurezza”, generazione di pensionati, di lavoratori di grande aziende  e dello stesso Corpo statale che dovrebbe dividere il companatico superfluo con i più doviziosi servitori dello Stato (Cittadini). Neanche l’ombra  del gesto samaritano, tutti a trincerarsi in scaramucce  che hanno solo l’intento di ri-scavare  l’antico <fossato>  ideologico che divide e che fa perdere di vista la semplicità di Popolo tanto cara a Manzoni (Volgo disperso).

Evidentemente la carme migliore che può offrire l’attuale corpo  governativo è questa lunga serie di “Promesse x sposi” a cui si indica  il tavolo  in cui sedersi  ma nello stesso tempo si scorge una pletora di figuranti  tra noi e il banchetto nuziale. Ahimè!

La semplicità tanto cara agli Dei (dicono) non è di questo Governo che ci lascia in attesa di decifrare  il malloppo di ben 500/600 pagina  che lavora “in divenire” come certe propaggini grammaticale: faremo, proporremo, diventeremo, insomma tutto “in divenire”. Futuro prossimo come metafora per naufraghi. Nuotate nuotate, non vi fermate altrimenti …voi affogate!

L’amarezza rimane sempre  per chi  si chiede  il perché di questa mancata “semplicità” che molti citano; trasparenza trasparenza, in nome tuo si  declina l’incompetenza che millanta  poteri e ricchezza ed, invece fa persino tenerezza  sul  mancato oggetto da configurare.  Ho sempre l’impressione che invece del piccolo Principe ci troviamo al centro della fiaba di Collodi.  Caro Pinocchio (Conte) quanto altro tempo  ci proporrai  prima che le ultime energie non ci abbandoneranno e cadremo e ci lasceremo (Presente) nei gorghi  del mare in tempesta?

Perché? dove ci sono promesse di migliorie e aiuto ci sono sempre fila e schiere di intermediari, Consulenti, Banche e procacciatori d’affari che allungano sempre la distanza per l’approdo sicuro dell’isola della  sicurezza?  E’ mai possibile che il Credito (pisteos) sia  cosi lungi da venire? La prova si ha quando si ascolta  l’annuncio dei decreti-ni e tutti gongolanti aspettiamo l’indomani la chiamata affinché venga distribuito tutto questo “ben di Dio” messo a disposizioni dei naufraghi (sic). Invano aspettiamo la convocazione da coloro che nominati devono elargire a viva forza tutte queste agognate e sognate  risorse per risollevare  le sorti di ognuno di noi “in mezzo ai marosi”. Aspettiamo, chiediamo invochiamo (verbo)  ma invano, tutto ci è negato con un click, con una scusa  o con un mancato modulo dell’ultimo momento. Roboanti sono le dichiarazione, assordanti sono le ripercussione negative,  tanto da essere sicuri che non si tratta di rumors di popolo ma  di gas esofageo fuoriuscito dalle corde vocali di questi annunciatori di de-cretini.  Ma sarà mai posto fine  a questa sciagura del Sistema Italia fatto di millantatori, di rapaci  biscazzieri che hanno sempre diluito e mistificato il significato di Prestito e Credito? Il primo comporta, garanzie e fiduciarie, il secondo ha bisogno solo di essere riconosciuto come garante di Cittadinanza. Non Crif ma Cred, non centrale di rischio insolvenza ma Credito regolarmente e distribuito (Cred).

Ritorneremo mai  a discutere  di tempi migliori con tutte le sicurezza di cui Uno Stato deve rendersi Garante  attraverso la riconosciuta “Uguaglianza” determinata non da aliquote progressive ma da  consolidato Diritto; ovvero  il Credito, l’unica forma indennizzabile per chi subisce una calamità naturale  piovuta dal cielo d’oriente! Ne promesse e né prestiti ma solo il vecchio e riconosciuto vincolo di fratellanza e di vincolante Cittadinanza, che si pronuncia: Credito!

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